La Nostra Democrazia È Ancora In Sicurezza?

Il Senato Italiano ha oggi convertito il Decreto Sicurezza Bis in Legge dello Stato, decreto promosso dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini, sostenuto da tutta la Lega e appoggiato dal Movimento 5 Stelle che in aula ha votato a favore, macchiandosi di una grave responsabilità.

Una legge disumana che punisce chi salva vite umane, disponendo multe fino a un milione e di euro per chi soccorre i naufraghi del Mediterraneo. Si decide che chi sta per morire nella fetta di mare tra Africa e Europa non debba essere salvato, andando a sanzionare personalmente i capitani coraggiosi che rischiano così la galera, il sequestro delle proprie navi e la sospensione o la revoca della propria licenza di navigazione.

In contrasto con l’Articolo 2 e 10 della Costituzione, la nuova legge sulla “sicurezza” obbliga all’omissione di soccorso pena ripercussioni oltre misura, punendo il dovere di solidarietà.

Rinfeschiamoci un po’ la memoria.

Nell’Articolo 2 «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale». Si parla di “uomo” senza distinzioni di sesso e provenienza geografica, non di cittadino italiano.

È sempre la Costituzione che all’Articolo 10 parla di accoglienza: «Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica».

Lo sfacelo liberticida di questa nuova legge non finisce qui, purtroppo.

Si accentrano ora nelle mani del Ministro dell’Interno poteri mai visti affidati al titolare del Viminale. Il Ministro potrà «limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale per motivi di ordine pubblico e sicurezza».

Non solo: anche la libertà di manifestazione e di protesta subisce un duro colpo.

Ci saranno nuove aggravanti di reato per i comportamenti che si terranno durante le manifestazioni.

Protestare anche pacificamente contro le forze dell’ordine sarà ora un reato, non più una violazione amministrativa, così come offendere il prestigio di un corpo politico. Sono inoltre inasprite le punizioni per chi utilizza mazze, bastoni o altri oggetti.

Si rischia grosso, ad esempio, a manifestare contro il governo portando in mano un cartello affisso su un bastone: si parla di reati, ora. I Pride potrebbero essere colpiti duramente da queste misure.

La nostra Democrazia è ancora in sicurezza oppure stiamo assistendo al suo sgretolamento, giorno dopo giorno?

«Oggi il grado di umanità del nostro paese si è corrotto», ha dichiarato don Luigi Ciotti.

Noi dov’eravamo mentre questo succedeva?

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