Cosa Prevede La Legge Regionale ER Contro Le Discriminazioni Verso Le Persone LGBT

Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna. Sono le 3.33 del 27 luglio 2019 e i consiglieri regionali sono in aula da 39 ore, un record assoluto. Hanno approvato una legge regionale dopo aver passato uno per uno i 1787 emendamenti proposti dalle destre, accanitesi contro questa proposta di legge

A cosa è dovuto tutto questo astio da parte di Fratelli d’Italia e di Lega Nord?

Si vuole approvare una legge regionale contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere, una legge a tutela delle persone LGBT.

Sul perché fosse necessaria una legge contro le discriminazioni verso le persone LGBT ho già scritto in questo articolo https://www.gaetanonenna.com/ecco-perche-ce-bisogno-di-una-legge-contro-lomotransnegativita/ Qui potete anche ritrovare alcuni emendamenti omofobi proposti dalle destre, emendamenti che paragonano l’omosessualità alla pedofilia, necrofilia e zoofilia!

Nonostante la fatica, la legge presentata dalla consigliera PD Roberta Mori e appoggiata dalla maggioranza in Regione e dal M5S è passata ed è ora parte delle leggi vigenti in Emilia-Romagna.

Ma i dubbi e le critiche restano. 

La comunità LGBT emiliano-romagnola è divisa e turbata. In particolare è critico l’inserimento di un articolo riguardante la “maternità surrogata”, meglio detta GpA (gestazione per altri). In questo articolo potete approfondire l’argomento http://www.gaynews.it/2019/07/23/emilia-romagna-critiche-della-rete-lgbtqi-bolognese-alla-legge-regionale-anti-discriminazioni/ 

Cosa Prevede La Legge Regionale ER Contro Le Discriminazioni Verso Le Persone LGBT?

Eccone un riassunto in 10 punti, selezionando ciò che ho ritenuto principale. Su questo link la legge completa http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/articolo?urn=er:assemblealegislativa:legge:2019;15

1. Principi e finalità

La Regione Emilia-Romagna riconosce il diritto all’autodeterminazione personale e si impegna ad azioni, politiche e programmi finalizzati alla tutela di ogni persona nella propria libertà di espressione, inclusi l’orientamento sessuale e l’identità di genere. Si impegna a prevenire e superare le situazioni di discriminazioni e di violenza (verbale, psicologica e fisica). Si impegna nel prevenire le discriminazioni valorizzando l’integrazione tra le sue politiche (scuola, lavoro, sanità, eccetera). Garantisce l’accesso a servizi e interventi di competenza regionale senza alcuna discriminazione.

Inoltre aderisce a RE.A.DY (Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni antidiscriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere) 

2. Lavoro, formazione, integrazione

La Regione adotta interventi finalizzati a contrastare atti e comportamenti discriminatori verso le persone LGBT mediante attività di sostegno alle vittime di discriminazioni e di inserimento nel mondo del lavoro, previo confronto con i sindacati. Si impegna nella formazione e aggiornamento del proprio personale riguardo alla parità di trattamento, contrastando linguaggi e comportamenti discriminatori.

Riconosce che nella discriminazione si lede la dignità della persona, limitandone il pieno sviluppo.

3. Educazione e sport 

Al fine di superare gli stereotipi discriminatori, il bullismo e il cyberbullismo verso le persone LGBT, la Regione sostiene la formazione e l’aggiornamento del personale docente per favorire l’inclusione sociale. Le modalità rispetteranno il dovere/diritto dei genitori di educare la prole. “A tale scopo la Regione valorizza la pluralità delle metodologie di intervento per garantire un’effettiva libertà di scelta.”. 

Per favorire l’equa partecipazione allo sport contrastando gli stereotipi discriminatori, la Regione si impegna a promuovere attività e iniziative.

4. Eventi culturali 

Regione ed enti locali promuovono e sostengono eventi socio-culturali che diffondano la cultura dell’integrazione e della non discriminazione per sensibilizzare tutti i cittadini e le cittadine al rispetto delle diversità, di ogni orientamento sessuale o identità di genere. Si può avvalere della collaborazione con associazioni impegnate in questo ambito, con possibilità di erogare contributi.

Art. 5 Sanità e assistenza

Si promuovono attività di informazione, consulenza e sostegno sulle tematiche specifiche che coinvolgono le persone gay e lesbiche, transessuali, transgender e intersex. Le stesse sono anche offerte ai genitori e alle famiglie. La Regione promuove formazione e aggiornamento agli operatori e alle operatrici dei servizi sociali e sanitari. 

6. Contrasto alla discriminazione e alla violenza e di sostegno alle vittime 

La Regione si impegna ad accogliere, soccorrere, proteggere e sostenere le vittime di discriminazione o di violenza commesse in ragione del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere, avvalendosi anche di collaborazioni con associazioni ed enti.

7. Osservatorio regionale

Si svolgeranno funzioni di monitoraggio sulle discriminazioni e violenze verso persone LGBT per raccogliere dati e monitorare i fenomeni discriminatori in Emilia-Romagna e le buone prassi adottate nell’ambito di azione della legge, senza alcun costo aggiuntivo a carico del bilancio regionale. 

8. Comitato regionale per le comunicazioni 

Il CORECOM, Comitato regionale per le comunicazioni, su segnalazioni di terzi o su proprio monitoraggio, vigilerà la programmazione radiotelevisiva regionale, compresa la pubblicità, al fine di rilevare eventuali messaggi discriminatori. Si fa parte attiva nella segnalazione alle autorità e agli organismi competenti. 

Assicura, inoltre, un equo accesso agli spazi di informazione ed espressione riguardo all’ambito della legge.

9. Prendere parte civile

Nei casi di violenza determinata dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere la Regione Emilia-Romagna valuterà l’opportunità di prendere parte civile, devolvendo l’eventuale risarcimento a sostegno delle azioni e degli interventi riferiti a questa legge. Inoltre, non concede contributi alle associazioni che compiano atti di discriminazioni verso le persone LGBT

10. GpA

Questo è l’articolo tanto discusso e critico, un articolo che nega i contributi alle “associazioni, anche se regolarmente iscritte nei registri previsti dalla normativa vigente, che nello svolgimento delle proprie attività realizzano, organizzano o pubblicizzano la surrogazione di maternità”.

La GpA, gestazione per altri, è una misura alla quale accedono al 90% le coppie eterosessuali ed è un dibattito ancora aperto nel mondo LGBT. Proprio per questo non si capisce il motivo per il quale sia stata inserita questa specifica, se non una motivazione di stampo ideologico su base religiosa.

Bologna Pride. Foto © Gaetano Nenna

Di sicuro non è la migliore delle leggi possibili ma è un passo avanti contro le discriminazioni verso le persone della comunità gay e lesbica, transessuale, transgender e intersex.

Ci auguriamo che questa legge possa essere una base di partenza per una legge nazionale che da qui parta, migliorandone i punti critici.

È tempo di legge, è tempo di diritti.”

(Foto © Gaetano Nenna)

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